Storia di Trevignano



I primi insediamenti umani nella zona di Trevignano risalgono al 100.000 avanti cristo, favoriti probabilmente dalla presenza di numerosi corsi d'acqua e delle montagne che  fungono da protezione contro i venti.

La prima, vera trasformazione del territorio avviene nel corso del pleistocene in seguito allo scioglimento dei ghiacciai e del conseguente mutamento climatico; cambia così non solo l'aspetto della pianura, ma anche la composizione della flora e della fauna del luogo che divengono, sostanzialmente, assai simili a quelle che conosciamo oggi.

Le popolazioni stanziatesi in queste zone, chiamate Euganei, sono però costrette a ritirarsi sui pendii a causa dell'incursione delle genti balcaniche, le quali, quindi, occupano la pianura iniziando a modellare il territorio secondo schemi descritti da sentieri, piste battute e nuovi villaggi.

Queste importanti vie di comunicazione che collegavano tra di loro le diverse popolazioni ed agevolavano gli scambi commerciali, sembrano essere riprese, successivamente, anche dai romani, i quali seppero sfruttare a proprio vantaggio le principali arterie stradali.

Al tempo, la zona era probabilmente attraversata da un ramo del fiume Piave (ciò spiegherebbe anche la conformazione del sottosuolo) ed era soggetta ad attività quali la pastorizia e l'agricoltura da parte di popolazioni oramai quasi completamente stanziali.

I cambiamenti intercorsi tra il VIII ed il VII secolo, che vedono lo spostamento delle popolazioni verso la pianura, a discapito della collina, portano alla formazione della Via dell'Ambra: un tragitto di commerci sul quale viaggiavano ferro, ambra ed altri prodotti.

Questo porta anche ad un mutamento linguistico e culturale: i contatti con le diverse popolazioni trasformano quella trevignana, da una lingua locale di origine etrusca, ad una lingua fortemente latineggiante, con influenze celtiche, retiche ed etrusche.

Presso la dominazione romana, si assiste dunque ad una latinizzazione della lingua (completa solo attorno al I secolo a.C), nonché ad un ulteriore evoluzione dell'aspetto del territorio: si procede infatti ad una centuriazione del veneto che sposta su Trevignano due grosse arterie commerciali, ossia la Postumia e la Claudia Augusta.

Vengono costruite fortificazioni e linee difensive, tra cui, la più importante è rappresentata dal castrum di Montebbelluna (102a.C):punto strategico e di avvistamento.

Queste postazioni romane, in uso durante tutto il periodo di dominazione, verranno poi riprese dai longobardi al sorgere del medioevo.
Ecco dunque che alla complessa organizzazione per centurie, tipica romana, si sostituisce il feudo.

Tra il II ed il III secolo, la zona di Trevignano cade nelle mani dei Germani: primo popolo barbarico a stanziarsi definitivamente in terra veneta e a sostituirsi, dunque, ai romani. Seguirono poi i Goti, dal 553 al 568 ed i Bizantini e, successivamente, i Franchi a cui seguirono i longobardi.

Mentre ci si avvicina a grandi passi verso il termine del periodo medievale, da Trevignano e Falzè giungono i primi segni di ripresa dalle invasioni barbariche: sorgono nuovi stanziamenti ed i villaggi riprendono a crescere fino a divenire borghi sostanzialmente autonomi.

La storia del comune segue poi quella della vicina città di Treviso, colorandosi però di vicende ed episodi particolari che hanno reso unico questo piccolo comune.